Laura's profile_*!Jolly.Roger!*_PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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...tags_but not only...
_dedicato ai nullafacenti_
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titolo (obbligatorio)la cintura si slaccia, le borchie [ma il metallo è vuto all'inteno] schiaffano le piastrelle.
nostalgia del fastidio quando dicevano "sei strana". non sono più strana? eppure non sono mai stata strana. da quando, invece, così legata all'apparenza
traduco: da quando me ne frega?
e se prima infastidiva - e anche ora infastidirebbe- perchè manca? sono maledettamente egocentrica. uao, c'è chi lo definisce sintomo d'arte.
e gli occhiali, non lo so: mi fanno sentire maledettamente a disagio, quasi come questo viola così insulso. come non vi avessi mai detto che vorrei avere una testa di sei anni.
perdo sangue dal taglio sul labbro.
not afraid for he first time now i realize: we coincide! I'll never belong to the tribe
perchè con questa spada vi uccido quando voglio
ridi pagliaccio! la gente paga, e rider vuole qua. per quanto son brutto, deforme son io..
come se il tempo passato ed il tempo presente non avessero stessa amarezza di sale
runnin'on empty
escalete the senses.
i close my eyes and i see what's comin' my way.
e lo sputo nel lavandino bianco sa di menta. teatro, ombre, follie d'amoree ogni tanto, tantissimo, scrivo qua.
ancora teatro. 22 maggio 2008, ancora teatro.. "ooOoO?" "oOOoO!"
"vo' condurti qua e là" "qua e là" ora son luci fluttuanti e mistiche lune, poi una nuvola cade su di noi e tutto muta di nuovo..
lascia che il tuo vestito bianco si sporchi di macchie di colore
stessa sedia
stessa stanza stessi fiori stesso vaso finestra tavolo porta tramonto alba notte finestra come fa una vita così a diventare memoria? solo ai bambini fa paura un diavolo dipinto.
farò loro beffe e sberleffe, beffe e sberleffe
"mi allacci il nastro della manica?" "sì, aspetta.." "sai, sono più bravo a slacciare che allacciare. però, se vuoi ti mostro cosa so slacciare.."
cosa vedi? LUCE, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo
vergogna, mio signore
a chi d'amor s'affanna oltre ogni pena si convengono i ceppi, e la catena.
Amor, con che miracol lo fai, che'l fuoco bruci e nol consumi mai? asso di diamanti.. sarà un segno d'importanza
a volte la vita a bisogno di ciò che nel reale è solo sogno.
e qual è di pazzia segno più espresso che, per altri voler, perder sè stesso?
"oh, due donne che mi tengono fermo contro il muro.. la cosa comincia a farsi un po'.. eccitante. ahahah"
chi sono?
e se avessi giocato quel jolly?
urtavano l'aria che soffiava loro sul viso e picchiavano la terra perchè baciava loro i piedi..
"che giornata.. come si fa la parmigiana?"
buio tacito! chi è questi?
oOooh
queste non son più lacrime che fuore da li occhi stillo in sì larga vena
i miei migliori amici sono quelli di cui non seppi mai il nome
morire
dormire nulla più al monastero. QUEI BASTARDI!
non è solo il mio mantello tinto d'inchiostro
sapete cosa non mi sarei mai aspettata?
perchè? la morte è così dolce. viene e ti prende per mano.
chi grida così?
"non pesa tanto, l'armatura di piombo, l'ho tenuta un paio d'ore a casa mentre facevo i compiti.."
e così il mio salpare fu cullato da schiume fiorite, ed i venti ineffabili mi diedero per qualche istante ali
"calzamaglia?"
son due soli, più saranno, due per sorte quattro fanno
cos'è l'amore se non una rosa che sfiorisce?
"sto usando i necrologi sulla scenografia.. speriamo nessuno ci riconosca dei parenti.."
la ragione dell'irragionevole torto..
"che figata"
ma dulcinea!
..dove vai?
non sei tu
l'ho appena finito "ma che bella la folletta!" "caro, paolodec!"
nella forma e nel movimento
vo' inseguirvi, con mille giravolte
passi
strada scale ferrovia per la selva ho scorazzato, ma nessuno v'ho trovato, sovra cui provar se il fiore può davvero portar l'amore
tempesta
tu hai le mie scarpe
hai uno specchio grande, per me?
"chiedi ad AlH2O.."
avea appena i rubicondo apollo steso le dorate fila
ma alla vedi, la vita è ruotare di carte su un tavolo
nn posso
beata te che hai chi ti desidera
e in due faran la corte a un'unica fanciulla
bello quando la sorte si svaga e si trastulla qua e là
BASTA!
.scegli le scarpe che vuoi, se il cappello ti sta bene, non toglierlo mai.. ..avete avuto tanti specchi in cui riconoscere la vostra immagine. cosa sarò quando avrò attraversato il mare?..Sto facendo la figura della patita degli Scout? bah, che importa, ormai questo blog è un mezzo diario.. quindi perchè non postare tutto ciò che mi va? e allora, ecco qua su cosa ci hanno dato da pensare i nostri capi Mara(caibo) e Fabio Gionny Roverso. . come a Triste, una canzone di Jovanotti. e ci credete che nonostante tutto, nonostante tutto è super, che restare lì, lontano da tutti per un po', a leggere per trovare la frase da scrivere su quel benedetto foglietto da attaccare poi con lo scotch fra le onde.. ok, promesso, non trasferò tutti i post qua dentro in dei Copia&Incolla di canzoni. ma questo ci sta. perchè mi ha fatto pensre un po', ehi, getta i bagagli in mare, studia le carte, non sai cos'è il coraggio, ma dove ti porterà la tua natura?
La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.
..thank ya sister.. per tutte le cazzate che facciamo, volute e non, per quando ci annoiamo ma stiamo assieme comunque. perchè saremo amiche sempre, per quanto siamo diverse, per la pazzia e per tutte le avventure vissute assieme. grazie per tutte le volte che la pensiamo diversa e ci sosteniamo a vicenda comunque. perchè siamo così, serie, stupide, e probabilmente sbagliate, ma non saremo doopotutto noi a dirci che dobbiamo cambiare, al massimo che dobbiamo crescere, ma con calma. il tempo di vivere quel che siamo. e per una veglia che abbiamo deciso di ricopiare entrambe nel blog. una qua, l'altra.. là http://annuska89italy.spaces.live.com/blog/cns!4E9271A0D1BE5C81!1206.entry mis colegashuhu.. qualcuno mi ha detto che ho scritto una bella buonanotte. ahahah, grazie della simpatia anche se difetta un po' di oggettività, annuska!
in realtà, ieri sera sono tornata a casa all'una, e con un discreto livello di allegria dovuta a qualche birretta addosso ho pensato bene di lasciare un messaggio in bacheca su myspace. bene, dato che è diretto anche a chi non lo usa, potrei postarlo qua, così per smorzare un po' il clima deprimente di 'sto blog.. e per dire grazie a qualche amigo. per l'ennesima volta, non ancora sufficiente. ovviamente. =D
..dimenticavo.. magari modifico un po' le cose del tipo: errori di grammatica... ;)
"ma sì, adesso lascio un messaggio in bacheca perchè sono tornata pure presto e ho lasciato acceso il piccì... buonanotte a tutti quelli che stasera non ho riconosciuto e ai miei amici, a tutti quelli che ho tenuto in piedi cioè boro e anna e anche arianna un po' ma a nessuno che abbia tenuto in piedi me, perchè non parto con quattro lattine ed una media cavoli, non come chi parte con due lattine da nulla XD notte a chi non ho ascoltato e chi mi ha offeso e anche a chi ha riso un casino. notte a chi ha riso con me o di me. notte, ma non a chi ha dimenticato che avrò bevuto, ma sono me stessa. notte ai filosofi, notte all'anima che si nasconde, notte ad eraclito e a quel "frocione di parmenide", notte soprattutto a ghira che ha preso la patente ed alla scusa per trovarsi, notte a chi mi rmpe perchè è veramente inutile, notte ai poser, notte agli amici veri, a stanotte. ai vegetariani, agli artisti, a tutte le 500 di questo mondo, notte alla birra ed al muro colorato, a chi si è presentato, a chi è rimasto deluso perchè non ho bevuto ancora. notte, notte per quella sigaretta e per quello che non mi va di parlare ancora e perchè un abbraccio va bene, anzi mi dispiacerebbe se no. notte all'impossibile, al bianco e al nero, alle barzellette e a chi crede che sia ubriaca -non lo sono, stupido. spontanea non vuol dire ciucca. è così grave sentirsi leggeri per una sera? notte a zucca. notte al freddo. notte a chi ha letto, ai colpi di sole e a chi ha dimenticato, al duomo, ad un chiodo con quattro birre ed una fischetta, a severino, all'albatros, a kant e cartesio e notte alla squadra di basket ed ai blwajhahajajeejaoibvdaw detti anche templari, ma notte, notte ai miei amici, anche a chi finge di esserlo, anche a chi compie gli anni, anche a chi non lo sarà mai, grazie a chi non c'è oggi ma lo sarà sempre, anche a chi lo era solo stasera, anche a tutti quelli di cui non mi sono ricordata o dimenticata, anche al dlindlon di questo messaggio nel cellulare, ma agli amici veri, oh sì, agli amici veri, buonanotte slayer bunny_jolly_lalli " bah.. la prossima volta berrò di più.. e farò di meglio. =) notte a tutti titolo obbligatorio? HINGSi sbriciolano in pochi istanti… la notte incombente, lasciando vagare la mente al niente temuto e aspettato…
L’autunno comincia oggi. Ovviamente no, non è l’equinozio, ma per me comincia oggi, e accidenti, accidenti come Guccini me lo sta a ricordare. Maledettamente amato come sempre; ed Autunno non è solo musica, e s’insinua fra i pensieri –ce n’era forse bisogno? Non è già qui? Perché insiste, perché ancora? Fa male… Non come quando non capisci e non vuoi, quello, oh sì, quello è peggio, ma nemmeno ora è da invidiare… ora capisco che qualcosa brucia e sto a guardare il fuoco, e gli occhi secchi vorrebbero una lacrima che non arriva, non si piange.
Ogni tanto una delusione. Ogni tanto, ok? Va bene. D’altronde non è così grave, e Jolly si rimette la maschera, in fondo lo sapevo già, da sempre, sistemandola ed evitando lo specchio. Meglio non chiedersi troppo nemmeno il perché. Forse era meglio non scrivere questo post. Mah. Speriamo solo che nessuno faccia domande.
Solo, oggi Lanka non è più brivido, è instabilità. Il fascino e la nostalgia sono pesanti, quello scoppiettare rosso e lucido non è che grigio. Ma me l’aspettavo, è Lanka sì o no? Ed ora anch’io dovrei ascoltare i grani in un barattolo di vetro, sentire un pezzetto giallo granuloso nella mano e l’acre?
Ehi, non cerco risposte. So solo che queste dita voleranno sulla tastiera e sul colore (oggi dipingerò ma senza pennelli) finché tutta la rabbia se ne sarà andata (no…) asciugandosi da dentro e scorrendo, scorrendo dai polpastrelli. Perché trattiene, trattiene a terra e io non vedo l’ora di tornare a volare.
L’apparenza delle cose
come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese
di quest’anima tiranna
che nasconde coi suoi trucchi
la realtà che hai lì davanti
ma ti apre nuovi occhi
e t’accende i sentimenti…
..di nuovo lui. ma questa volta... grazie
Jolly (ma non molto Jester)
_XIII_
Perfetta Letizia, se solo non...Qualcosa lasciato là...
Bizzarro. non voglio disfare lo zaino.
non voglio nè mettere aprire il sacco a pelo nè lavare i pantaloni da tuta che mi hanno fatto da pigiama.. non voglio nemmeno togliere la tenda che ci è servita solo una volta. non voglio lavare lo zainetto che ha preso la pioggia, l'iltimo giorno. non voglio svuotare la borraccia dall'ultima acqua dell'ultima fontana. non voglio buttare quel vecchio spazzolino. non voglio cercare ancora una volta il bicchiere che Francesco diceva essere troppo piccolo, con cui ho fatto colazione sabato, quando io e Sara abbiamo diviso sette Rigoli sorseggiando un cappuccino d'acqua non potabile... non voglio tirare fuori il quaderno su cui scrivevamo i ruoli del gioco dei Lupi. non voglio nemmeno riunire la storia che ho scritto un tre quarti d'ora, che a Mara e Fabio è piaciuta così tanto. non voglio lavare la gavetta con cui ermanno ed io cucinavamo e mangiavamo, fra battibecchi così distanti ora.. non voglio nemmeno cercare e completare i braccialetti dell'amicizia per Valentina ed Erika, non voglio ammettere che sia finito. non voglio sistemare gli album da disegno nei quali Anna ed io abbiamo tracciato, un po' da Romme, un po' in sede, un po' di notte, totem e pensieri. non voglio lavare il costume con cui mi sono tuffata in piscina, e nemmeno l'asciugamano blu che tutti (bleah!!) abbiamo usato dopo esserci rinfrescati a quella fonte, in cammino verso l'eremo, quel lunedì... non voglio buttare l'indelebile finito ormai, dopo tutti quei tatuaggi malriusciti a Filippo e a Jozzo, non voglio togliere il poncho dalla sua tasca. non voglio nemmeno aprire la cerniera e togliere quella mela che Vale mi ha chiesto di portare, non voglio neanche srotolare lo stuoino. non voglio togliere i miei baccialetti, assolutamente non voglio lavare il mio fazzolettone, nè la mia camicia. non voglio svuotare i sacchetti. non voglio cercare le penne prestate. non voglio trovare i sassolini raccolti e non riposti nella bisaccia, non voglio radunare le pagine del canzoniere. non voglio restituire le posate ad Adriano, nè riavere il braccialetto da Dixi. non voglio ricucire gli strappi, nè sostituire gli agganci rotti dello zaino. non voglio più utilizzare quelle spagnolette di filo. non voglio che finiscano quei due accendini. non voglio perdere il foglio dell'Hike, ma soprattutto il ricordo dell'Hike. non vogliotogliere il maglione dall'elastico sopra lo zaino. non voglio lavare lo specchio in cui mni vedevo togliermi le lenti ogni sera, rimetterle ogni mattina. non voglio trovare, non voglio cancellare nessuno di quei ricordi. ..eppure ogni ritorno è una partenza, si parte per ritornare, si torna per partire... mi devo fare forza. devo fare tutte quelle cose, non devo lasciarmi prendere dalla malinconia o quei ricordi non smetteranno mai di darmi l'impressione di aver lasciato qualcosa là... ricaccio in gola, come ho fatto ieri sera, il male che fa la voglia di un abbraccio e mi avvicino al mio zaino nero e blu, odiato nelle salite e così amato ora, che non serve più, e vado a smistare la vita di otto giorni che non potrò mai dimenticare. come un sogno interrotto ed una sfumatura, d'un tratto, incompleta.
faccia.A.faccia"Che cosa fanno mille giudici incatenati a un blocco di cemento sul fondo dell'oceano? Un buon primo passo". "Perché gli avvocati vorrebbero far sesso con i loro clienti detenuti? Per potere chiedere una doppia parcella".
Eh no, queste barzellette non fanno ridere. Anzi. Anzi fanno proprio schifo. Quali avreste mandato, voi, a Patrick Bryan Knight? E quanto io faccio schifo a me stessa, mentre mi sento sola o infelice. Quanto mi rendo conto di odiarmi, di quanto meriterei uno schiaffo. Ma questa, questa è la cosa più tragicomica che abbia sentito da quando ho cominciato a pormi una domanda, ed un amico mi ha semplicemente risposto di non saper che rispondere. E quella domanda, ancora mi fa male. Grave caduta di stile di questo testo, non è curato né armonioso, vero? Nemmeno a te importerebbe d’essere curato ed armonioso, in certi momenti. Allora, vabbè. Cercati Patrick Knight su Google. E anche Rob Will. Che a spiegare non è proprio giornata. ***e se sta diventando una mania... non m'importa più di tanto***...chissà chi cito. anche oggi! eh sì, anche oggi. Un'altro dei miei pezzi preferiti, specchio di gironi ma soprattutto di attimi... con un sorriso un Thank You all'amato odiato Minstrel Shakespeare...
stupido fantastico inutile banale unico amico deficiente giullare pazzo esplosivo vago vorticoso perso contorto trasparente nascosto folle focoliao di sovversivi... thank ya. forever mad.forever jester.
un'altra volta: no. and fly...ti guardi attorno e non vedi nulla.
"ma io"
"io credevo"
"eppure no"
"forse"
"avrei dovuto aspettarmelo"
se è brava a fare una cosa, quella cosa è tagliarti le gambe, vita e vita delle delusioni e degli imprevisti. se credi di aver deluso gli altri, fa più fale aver deluso te stessa mentre guardi fluire davanti a te il Tempo, il tempo schiavo della vita schiava del tempo,impossibile necessario circolo senza fine che ti vortica attorno assordante incessante e tu gridi MA CHE CAZZO CI FACCIO CAZZO?????
Guarda come ti senti debole, guarda come forse sorridi sarcastica per mascherare la tristezza: ti sei scordata dell'amarezza? l'amarezza rimane, che ci puoi fare, rimane come il sale sulle ferite, in effetti sa proprio di sale.
come vorrei cancellare tutto con un ma che cazzo vuoi, ma sbattitene, ma và...
...magari fosse così facile, mentre tu devi riporre le ali davanti alla giuria che sentenzia: "non idonea ai sogni giusti", e tu pensi, forse sono troppo piccola per i miei sogni, forse ormai non li raggiungo più, forse mi sono ingannata e basta...
è adesso che mi incazzo, è adesso che vorrei scouterti via dalla nebbia della delusione, è adesso che vorrei aver fatto qualcosa e non aver detto qualcos'altro, adesso, sì proprio adesso che decido che non serve più sparare cazzate l'importante è che adesso adesso adesso tu volti le spalle a quella giuria che un giorno, sarà una cazzata ma un giorno ti farà lo hola, lo scrivo perchè tu rida cavoli, perchè tu ridendo capisca che non è la prima a volare l'aquila che vola più in alto, è quella coi sogni più forti, non sono quelli di tutti ma che cazzo, sono i suoi sogni e se qualcuno -se qualcuno ha detto che al momento non contano- non sa cos'è un sogno. because if you consider only breathe as live, you're a robot, listen you're a robot, listen listen to me you are a robot and you don't know what's dream and expecially day-dream. You won't make me hate you, I'll be better and better and you'll forget when you tried to break my dreams, and you're the jungle I'll leave when you'll say that I'm "the person who can find whatever you may need" because (knees...knees), that now I can do whatever I want, I won't hear because I will be so far awy.
because I'm already flying.
Good night, sister. minstrel Shakespeare...Ahimè, povero Yorick!...
Quest'uomo io l'ho conosciuto, Orazio, un giovanotto d'arguzia infinita e d'una fantasia impareggiabile. Mi portò molte volte a cavalluccio... Ed ora - quale orrore! - mi fa stomaco...
Ecco, vedi, qui erano le labbra che gli ho baciato non so quante volte...
E dove sono adesso i tuoi sberleffi, le burle, le capriole, le canzoni, i folgoranti sprazzi d'allegria che facevan scoppiare dalle risa le tavolate?... Chi si fa più beffa ora del tuo sogghigno, con questa tua smorfia? Va', va' ora così, va' nella camera della mia dama e dille che ha un bel mettersi sul viso
un dito di belletto: a questo aspetto deve ridursi anch'ella, fatalmente. Che se la prenda a ridere, comunque, se ci riesce... Alas, poor Yorick! I knew him, Horatio: a fellow of infinite jest, of most excellent fancy: he hath borne me on his back a thousand times; and now, how abhorred in my imagination it is! my gorge rims at it. Here hung those lips that I have kissed I know not how oft. Where be your gibes now? your gambols? your songs? your flashes of merriment, that were wont to set the table on a roar? Not one now, to mock your own grinning? quite chap-fallen? Now get you to my lady's chamber, and tell her, let her paint an inch thick, to this favour she must come; make her laugh at that. se credevi di aver capito: non è così....e tu, che credevi che fosse facile. sorridevi. ascoltavi e ridevi.
è DiFfiCilE é DiffICiLe é Troppo DiFFiciLE InCreDIbIlMenTE DiFFIcILe
come se fosse nulla, come se nulla nulla nulla fosse ancora mai successo nulla, ancor meno, ascolto ascolto e parlo e rido e nulla, nulla perchè è inutile, cosa serve, assolutamente a cosa, incredibilmente a cosa, inutile, a nulla, a nulla, come se fosse facile, come se non risultasse difficile ed invece difficile lo è, oh se difficile lo è, come un nodo, difficile come deglutire e difficile come parlare adesso, anche come continuare e come non staccare, come sempre come non mai come solo adesso prorpio oggi, nulla, nulla è più difficile, come se tutto mi dovesse essere facile, come non vi fosse il diritto di trovarlo difficile, come fosse ovvio ovviamente, ma com'è difficile, non so smettere di ripeterlo non sono capace, ecco ecco non so smettere, testa al muro forse ma non ne ho il coraggio, cosa, cosa per questo nulla, non ne sono all'altezza e non ne sono capace, non è nemmeno giusto, perchè a me, proprio a me, e per tutti ne sono capace ma non è vero, ma come dire che non è vero, come dire cazzo come dire che è difficile anche per me e fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa male fa M A L E Jolly ringrazia. Ancora una volta, forse la prima, forse per l'ultima, grazie.
non è pronto assolutamente nulla, le scenografie cadono o sono lì lì per cadere, Cosmin o Rouvalescu che dir si voglia mi scatta foto e ride, lo mando a cagare e cerco di pensare, ma non serve, i supporti non servono e tavolini sono troppo leggeri per tenere tre metri per due di truciolato, da una parte bosco, dall'altra casa, o case, e che cavolo, non sappiamo ancora che cambi fare, e io non so le battute ed il mio copione è finito non so dove far away, so far away come la mia mente oddio ma io devo pensare, DEVO perchè tutti si fidano così tanto, LauraLauraLaura, ti chiamano, aspetta, scusa, i cubi, le fisarmoniche, ma la lampada?, pagina sette, no non c'è, e il mio vestito? scusa, non ce l'ho più, ehi ci dobbiamo truccare che sono arrivati, le tazze, il colore nei bicchieri, arancioni che è spritz, Uccia che ride, Eleonora vuole dipingere anche lei e Cesca chiede perchè li dipingiamo dentro e non fuori, emma che l'ha capito e glielo spiega, Paolo, Paolo o William che sia, scopre di avere un copione diverso dal mio e Linda legge fumetti, Anna è nervosa, andiamo al Break a prenderci un caffettone. Francesca o farmacista deve rifare il nodo alla cravatta e telefonare a William, il decano Percy non trova la pipa ed è convito che sia stata di nuovo io a nasconderla, non è vero che è stata una scena meccanica, il telefono è partito tardi ed il tuffo troppo presto, oddio la scenografia della psicanalista, i miei capelli non stanno a posto, Arianna è preoccupata: è venuto abbastanza bene il balletto? tranquilla, tanto non lo puoi capire quanto siete state meravigliose, tu ed Emma e Cesca, e Francesca o Echate con quella voce che non è voce ma musica, non è musica ma sogno o voce di sogno o Sogno di Sorte, come Gladys non riesce a tranquillizzarsi e continua a ripetere le battute mentre Linda sa anche quelle di Umberto -imparate in due giorni, maledetta febbre del vero Lucas!- e la rosa di Marco -o Daniel- a Camilla -o Patricia- è l'unica cosa che si trova: dov'è labomba? e il kris malese? Anna inciampa nel vestito da sposa ed è nervosa e bellissima, anche lei ha mal di pancia, è fame ma non solo, ahia!, è proprio paura, o forse quell'eccitazione, quella strana attesa timorosa piena di aspettative, mentre strappo una scena per fare il colletto da prete al decano e cerco di convincere Alessio -o Tamarro Boy, o Amico Veneto, o Kane- a farsi la cresta per sembrare più punk e meno francese, e poi la mitica Zia Clem, Mary che avrebbe dovuto essere Tina, la bibliotecaria, o Compagna rappresentante, Eleonora, che si mette il rossetto che il decano le invidia tanto, io, io HO VOGLIA DI URLARE E BUTTARE FUORI E BUTTARE FUORI LA PAURA COME VELENO AAAAH!!!!!!!!!
poi ti rendi conto che lo show ha fatto il suo dovere ed è andato on, che il pubblico non è pubblico ma sono solo amici e che sono venuti per farti star bene, e non vedono l'ora di farlo, scopri che è andata, è andata anche bene quasi quasi, che quasi sei triste ora che è tutto finito e basta, basta scenografie da dipingere e con cui sfidare la forza di gravità, basta costumi scuciti e basta musiche non registrabili, basta urla, basta svenimenti e carte, basta quell'ansia di fare, quella paura di non essere all'altezza, quel capire di essere tuti sulla stessa barca e soprattutto dietro alle stesse quinte, purtroppo e per fortuna sullo stesso palco, improvvisamente coesi pronti a ridere di una sciocchezza ed a chiedersi assieme perchè cazzo il pubblico sta ridendo ad una battuta così cretina, improvvisamente ed inspiegabilmente amici!
...grazie, ragazzi.
####################################################################################ADESSO!
FAI UNA COSA DI CUI PENTIRTI E NON PENTIRTENE
MAI!
****èV&rY0né*
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]_ i _ hATé _ tH!$ _ WorD _[
...f#RèV&r Y0ù. L1kE nòNé...
...almost a Jolly... come nuvole...strano come i sentimenti siano collegati fra loro, in maniera così bizzarra, come il ricordo di un pianto ci faccia ridere e come la memoria di un sorriso lasci a volte amarezza... riporterò, ancora una volta, versi di una canzone dei Modena City Ramblers, che mi ricordano una panchina e una serata. Il volto ormai è difficile da riportare alla mente, i sentimenti non ci sono più e persino la malinconia se n'è andata da tempo: e sebbene tutto resti un ricordo un po' vago, quasi di un'altra persona, un po' infantile e un po' bizzarra, queste -citate a ricordare un cd uscito da poco, assieme a tante altre- sono parole che ancora oggi sanno di luce arancione, di bar, di panchina, e non possono che emozionare.
d'altronde, l'amarezza non è forse nostalgia di vite future? o Senhnsucht alla felicità... così, sebbene ormai questa parte di me si sia persa, desidero ancora assaporare quel gusto malinconico e nebbioso... per aspettare, per vederlo trasformarsi in qualosa di assolutamente nuovo, diverso, d'un irrazionale, incomprensibile azzurro... va bene anche un sorriso. E dato che non voglio scordare lo stravagante intreccio di sensazioni che questa meravigliosa armonia mi lascia ogniqualvolta l'ascolto, temo dovrò trascriverne almeno le parole...
Lei esiste è nell'oscurità
nelle ombre dolci della notte Tra la sabbia calda che culla i sogni è come un brivido pagano Il suo posto è la dove vivono gli amanti lei è altrove ma anche in ogni luogo Danza quieta come nuvole lontane poi sinuosa distende la marea... Lei arriva in un sussurro strano e il suo annuncio è un richiamo Non conosce i giorni e nemmeno le stagioni è un respiro breve ed il naufragio Il suo posto è la dove vivono gli amanti lei è altrove ma anche in ogni luogo Danza quieta come nuvole lontane poi sinuosa distende la marea... Dopo tutto io mi arrenderò dopo tutto io mi arrenderò... Il suo posto è la dove vivono gli amanti lei è altrove ma anche in ogni luogo Danza quieta come nuvole lontane poi sinuosa distende la marea... ...per l'ennesima volta, Jolly saluta sorridendo...
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_*!Jolly.Roger!*__DESTINO E ANIMO SONO NOMI DI UN UNICO CONCETTO_ ...siti da non perdere...
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